Edible Insect: il cibo sostenibile del futuro

By on 28 aprile 2015

La più ambiziosa sfida del millennio è sicuramente quella contenuta nel tema di Expo 2015: sfamare l’intera popolazione mondiale. Stiamo parlando di produrre, trasformare, conservare e distribuire cibo sano e sufficiente a nutrire i circa 6,5 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi nel 2050.  Se però da un lato la popolazione cresce in maniera esponenziale, dall’altro la quantità di terra coltivabile resta sempre la stessa. Oltre il 70% della superficie del pianeta è infatti coperto dall’acqua e, del restante 30%, più di un terzo (34,4%) non è coltivabile mentre un altro terzo (30,5%) è occupato da foreste e deserti: quel poco che resta, deve dunque servire a sfamare tutti gli abitanti della Terra, qualsiasi sia il loro numero. Così, quando nel 1960 eravamo poco più di tre miliardi, avevamo a disposizione mediamente circa 4,3 metri quadri di terreno agricolo a testa, nel 2050 invece, con l’aumento previsto della popolazione, disporremo solamente di 1,8 metri quadri a testa per produrre il cibo necessario per sfamare tutti. Secondo lo studio della FAO, gli insetti potrebbero avere un ruolo importante sia nell’alimentazione umana che in quella animale e rappresentare una risposta concreta alla sfida del millennio: nel mondo sono oltre 1900 le specie di insetti commestibili di cui si cibano circa 2 miliardi di esseri umani. Gli insetti rappresentano una fonte di proteine più efficiente rispetto agli altri animali tradizionalmente allevati, producono meno emissioni che contaminano l’ambiente, sono ricchi di fibre, acidi grassi, oligoelementi, utilizzano poca acqua potabile e possono essere utilizzati per scomporre i rifiuti agricoli o quelli urbani.

Secondo la ricerca presentata dalla FAO si stima che gli insetti siano attualmente parte delle diete tradizionali di quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi di persone). Per questo sono in fase di studio progetti per la cooperazione allo sviluppo basati su microallevamenti di insetti commestibili e la loro trasformazione in farine proteiche per combattere la denutrizione e la malnutrizione, in particolar modo quella infantile.

Nel mondo occidentale, invece, pensando agli insetti, finiamo per collegarli all’idea di sporco, putrefazione, cibo avariato, e dunque, per la nostra cultura, è difficile concepirli come una prelibatezza. Tuttavia, alcuni grandi “chef stellati” sono stati pionieri di quello che presto potrebbe diventare uno stile alimentare sostenibile. Un po’ per coscienza ambientale, un po’ per moda, anche gli insetti cominciano a comparire negli scaffali dei supermercati di mezza Europa o sui menù dei ristoranti all’avanguardia così, in futuro saranno (come ingredienti o come prodotti) i grandi protagonisti dell’industria alimentare.

Promuovere la diffusione di una cultura dell’alimentazione sostenibile è il contributo ad Expo 2015 della Società Umanitaria per mezzo del Salone Internazionale della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare (www.salonecibosicuro.it) e in collaborazione tecnica con FAO per quanto riguarda il tema “edible insects”. Già presente nell’esposizione universale del 1906 con il suo “Padiglione Umanitaria”, la storica fondazione milanese (che ha sedi anche a Roma, Napoli, Cagliari, Alghero, Carbonia e Vailate) sta lavorando ad un progetto che possa rappresentare una legacy di Expo 2015.