COMUNICATO STAMPA 27 07 2015

By on 27 luglio 2015

Presentato il libro bianco su EDIBLE INSECTS. Una soluzione sostenibile ai fabbisogni alimentari del futuro. 

COMUNICATO STAMPA POST CONFERENZA STAMPA DEL 27.7.2015

Lunedì 27 luglio 2015, ore 11.00. Padiglione dell’Unione Europea – Expo2015.

Alla presenza di Giancarlo Caratti Di Lanzacco, Deputy Commissioner General to the World Exhibition Expo2015  e di Claudia Sorlini, Presidente del Comitato Scientifico delle Università per Expo, il 27 luglio si è tenuta la presentazione del Libro bianco sugli insetti commestibili, un progetto promosso da Andrea Mascaretti (responsabile del Salone Internazionale della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare della Società Umanitaria) e coordinato da un punto di vista scientifico da un pool di esperti, quali Ettore Capri e Maura Calliera (Opera – Centro di Ricerca per la Sostenibilità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza), Mario Colombo (Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano) e Roberto Valvassori (Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della vita  dell’Università degli Studi dell’Insubria).

Il progetto “Edible Insects” nasce da uno stato di fatto. La necessità di garantire la sicurezza alimentare ad una popolazione mondiale che, nel 2050, si prospetta di oltre 9 miliardi di persone ha spinto a guardare, con crescente interesse, all’impiego degli insetti come fonte di proteine animali per l’uomo e come mangime per gli animali. La fame, che affligge un quinto delle popolazione nei paesi in via di sviluppo, è un grande ostacolo al progresso degli individui e della società. Senza opportuni interventi, la malnutrizione, con le morti e le malattie conseguenti, si perpetua da una generazione all’altra. Il progetto “Edible Insects” (che è sviluppato in modo multidisciplinare da oltre 200 esperti afferenti ad università, centri di ricerca e istituzioni) vuole riaffermare che il consumo e l’allevamento d’insetti commestibili rappresenta una delle vie da percorrere necessariamente per aumentare la produzione mondiale di cibo in modo sostenibile. Quello che emerge dal libro bianco, è che attualmente vi è uno scarso livello di approfondimento dell’argomento, relegato ad uno spazio marginale, con il rischio di perdere le opportunità offerte dalla ricerca e dallo sviluppo tecnologico del settore.

“Con la presentazione di questo Libro bianco sugli Edible Insects la sfida al futuro è lanciata – dichiara Piero Amos Nannini, presidente della Società Umanitaria (Ente presente anche all’Esposizione Internazionale del 1906) – Insieme al network di università ed enti di ricerca che abbiamo coinvolto nel progetto speriamo che le premesse annunciate, ovvero favorire il consumo e l’allevamento d’insetti commestibili perché rappresenta una delle vie da percorrere per aumentare la produzione mondiale di cibo in modo sostenibile, possa presto tramutarsi in realtà”.

Del resto, conferma Claudia Sorlini, Presidente del Comitato Scientifico delle Università per Expo: “È molto probabile che, attraverso la globalizzazione, le future generazioni superino queste barriere e condividano almeno una parte dei cibi, pur conservando, ogni popolo , le proprie specificità alimentari. Al di là comunque dell’uso degli insetti per l’alimentazione umana, resta aperta in Occidente la necessità di utilizzarli per la nutrizione di animali onnivori in allevamento. Questo contribuirebbe a rendere meno oneroso l’approvvigionamento di cibo la cui produzione – a differenza dei decenni passati – cresce con un ritmo inferiore a quello della domanda”.

Andrea Mascaretti, promotore ed ideatore del progetto, ne spiega gli obiettivi. “Ogni essere umano ha una perdita giornaliera di proteine che deve compensare. Si stima che una persona che pesa 100 kg per pareggiare la perdita abbia un fabbisogno giornaliero di almeno 33 gr di proteine alimentari. Se valutiamo che la popolazione mondiale oggi è costituita da circa 7 miliardi di persone (che diventeranno 9 miliardi nel 2050) e se consideriamo un peso medio a persona di 40 kg che tenga conto di adulti e bambini, di persone sottopeso e di quelle in sovrappeso, abbiamo come risultato che la massa umana presente sul pianeta nel 2015 è stimabile in circa 280 milioni di tonnellate e raggiungerà i 360 milioni di tonnellate circa nel 2050. I 33 gr di proteine al giorno, ogni 100kg rappresentano solamente la quantità minima, spesso superata ampiamente da una parte importante della popolazione mondiale”.

Per sfamare il Pianeta occorrono dunque enormi quantità di proteine alimentari da produrre industrialmente. Le proteine di qualità, quelle animali, richiedono l’utilizzo di molta energia, di molta terra, di molta acqua potabile e di molti cereali e in molti casi producono grandi quantità di gas serra e d’inquinanti. Occorre imporre velocemente a tutto il Pianeta produzioni alimentari sostenibili. Gli insetti commestibili rappresentano una delle soluzioni dalle quali non si potrà prescindere in futuro. Chiarisce Mascaretti: “L’obiettivo da raggiungere entro il 2050 è che almeno il 20% delle proteine per l’alimentazione umana e animale sia prodotto da allevamenti industriali di insetti commestibili, che rappresentano una fonte alimentare molto efficiente e sostenibile”.

Roberto Valvassori, Dipartimento di Biotecnologie dell’Università dell’Insubria, si sofferma sul fatto che “promuovere l’attenzione degli stakeholder istituzionali sul tema degli insetti commestibili significa allineare anche l’Italia sull’ampio fronte di paesi in cui gli Edible Insects non vengono più considerati un tabù insormontabile e vengono condotte ricerche specifiche su questi animali che non solo rappresentano una potenziale e importante fonte di alimento per l’uomo e per gli animali d’allevamento ma sono anche miniera inesauribile di prodotti e di molecole con potenziale applicabilità sia in ambito agronomico, della salute dell’uomo e industriale.”

L’allevamento degli insetti presenta numerosi altri aspetti positivi. Ad esempio, è stato stimato che l’Ortottero Grillide Acheta domesticus è in grado di convertire oltre il 90% dell’alimento ingerito in biomassa corporea risultando due volte più efficiente del pollo, almeno quattro volte più del maiale, e 12 volte più dei bovini; la potenzialità ad essere allevati su prodotti non in competizione alimentare con l’uomo (scarti/reflui), riducendo il problema dello smaltimento dei rifiuti e diminuendo la carica batterica; le basse emissioni di gas serra e di ammoniaca; il ridotto spazio richiesto per la loro produzione; il basso consumo di acqua potabile.

I ridotti tempi di crescita e l’elevata efficienza di conversione degli alimenti in proteine animali ridurrebbe notevolmente anche l’impatto sull’ambiente. L’industria alimentare europea potrà garantire un utilizzo certificato di prodotti derivati da insetti allevati e alimentati secondo determinati standard di qualità, per assecondare la crescente richiesta dei mercati interni o esteri di cibi a base di insetti. Inoltre l’industria mangimistica europea, con una produzione di circa 153 milioni di tonnellate l’anno, rappresenta circa il 15% del mercato globale dell’alimentazione animale. La fornitura strategica di proteine è cruciale ed è in parte compensata dalla soia, la cui produzione in Europa non è sufficiente e, in generale, non sostenibile. E allora perché non produrre più fonti proteiche in Europa? Per sviluppare cibi e mangimi sostenibili, secondo la FAO, si potrebbe ricorrere all’impiego di insetti come materie prime per l’alimentazione dell’uomo e la preparazione dei mangimi zootecnici. Gli insetti commestibili dunque non risolveranno da soli il problema di diritto e accesso al cibo ma hanno un grande potenziale e, quali importanti fonti alternative di proteine e altri nutrienti, potranno contribuire al miglioramento della sicurezza alimentare e nutrizionale delle aree più povere e svantaggiate del Pianeta.

Il funzionario FAO, Paul Vantomme, coinvolto fin dall’inizio nel progetto, da Roma aggiunge: “Mangiare insetti fa bene alla salute, al pianeta e per promuovere l’imprenditoria locale (potete leggerne di più su Edible insects: future prospects for food and feed security). Questo Libro Bianco sugli insetti edibili è in linea con le attività che la FAO sta portando avanti per incoraggiarne il consumo sia come cibo per l’uomo sia come mangime per gli animali (http://www.fao.org/forestry/edibleinsects/en/). È inoltre un perfetto esempio di come si dovrebbero diffondere, scambiare e condividere le informazioni tra i maggiori stakeholders ed è perciò una delle più promettenti iniziative nate in Italia e in Europa in tale ambito. Mi auguro che il Libro Bianco possa influenzare nell’immediato futuro i governi nell’ambito delle decisioni da prendere nel campo dell’alimentazione umana e animale, fornendo presto regole e buone prassi per finanziare la ricerca pubblica e privata, di modo che gli insetti edibili vengano recepiti come una risorsa per il nostra pianeta”.

“L’importante, quando si parla di consumi alimentari di insetti, è un cambio di prospettiva culturale, antropologica – puntualizza Ettore Capri, di Opera – Centro di Ricerca per la Sostenibilità dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza – Un atteggiamento etico ed un’attitudine “umile” per accostarsi alla molteplicità di culture, un relativismo culturale che si nutre del dubbio e della curiosità, che eviti i dogmi imperanti e le verità indiscutibili, che applichi in concreto le necessità per uno sviluppo sostenibile del pianeta che richiede nuovi fonti alimentari sostenibili dal punto di vista economico, sociale ed ambientale. Per questo motivo oltre al cibo nell’etnografia – tipico dell’entomofagia in cui si discriminano i popoli e le regioni per quello che mangiano – occorre che campagne d’informazione ed educazione alimentari corrette ci avvicinino con consapevolezza al piacere dei prodotti alimentari derivati dall’entomofauna locale ed internazionale”.

Il Libro Bianco sugli insetti commestibili rappresenta l’occasione per condividere con le Istituzioni Europee e i singoli Paesi membri della UE le informazioni e i dati raccolti, facilitarne la diffusione, e dibattere sugli elementi innovativi e critici emersi da questa sinergica esperienza per sostenere con adeguati investimenti il network di ricerca europeo e colmare i vuoti normativi che ancora oggi, in Europa e nel Mondo, impediscono lo sviluppo di allevamenti industriali di insetti commestibili.

A tale proposito anche Claudia Buccellati, responsabile Ricerca e Sicurezza alimentare – Sezione Cultura di FENCO (Federazione Nazionale dei Consoli) è convinta del fatto che l’Europa debba “essere protagonista della grande sfida di Expo “Nutrire il pianeta” ed in particolar modo il progetto Edible Insects, che propone soluzioni sostenibili al problema della fame nel mondo, deve poter contare sul sostegno dei Paesi che partecipano ad Expo 2015. Per questo motivo, come FENCO (sosteniamo questa grande sfida culturale, che guarda con interesse all’alimentazione del futuro”.

I VANTAGGI DEGLI INSETTI EDIBILI

Gli insetti sono una fonte ricca di nutrienti e, in effetti, il loro contenuto di proteine è molto alto, in molti casi superiore al 60% del peso secco (per molte specie, inoltre, si tratta di proteine di alto valore biologico, in quanto altamente digeribili e con un contenuto di aminoacidi essenziali che varia dal 46 al 96%); il contenuto di grassi, e quindi di energia, varia invece sensibilmente da specie a specie e in base alla dieta dell’insetto (in media tra il 14% ed il 31%); da non trascurare poi il contenuto di fibre (pari a circa il 10% del peso secco dell’insetto) e di minerali e vitamine.

Queste caratteristiche nutrizionali rendono gli insetti un’interessante fonte alternativa di proteine, utilizzabile per la preparazione di prodotti per l’alimentazione umana e quella animale”.

 

 

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