Novel Food: quale futuro per il consumo di insetti a scopo alimentare?

By on 25 marzo 2017

nel 2018 il regolamento europeo per il Novel Food aprirà la strada all’allevamento di insetti commestibili anche in Italia 

 

Letteralmente l’espressione “novel food” significa nuovi alimenti o nuovi ingredienti alimentari. In questa categoria rientrano anche gli insetti commestibili.

L’entomofagia pur non essendo un fenomeno del tutto nuovo nei paesi occidentali, è tuttavia ancora poco presente. Invece in oriente il consumo di insetti a scopi alimentari è ampiamente diffuso. In Europa, va segnalato che i paesi anglosassoni (Regno Unito compreso) già consentono la commercializzazione di insetti e loro derivati per uso alimentare. L’UE ha però sentito l’esigenza di adottare proprie regole su questo tema.

Alla legislazione comunitaria che esamineremo brevemente in seguito, alcuni Paesi europei hanno però già affiancato proprie discipline legislative e peculiari limitazioni; ad esempio in Belgio è consentita la commercializzazione, ma non l’importazione di insetti per uso alimentare, se non allevati presso strutture certificate presenti nel territorio europeo. Simile all’approccio belga è quello olandese, dove è consentita la vendita di alcune tipologie di insetti, purché rispettino le regole nazionali sulla sicurezza alimentare. In Olanda è inoltre presente l’Università di Wageningen dove svolge la propria attività un importante centro di ricerca sulle applicazioni alimentari degli insetti.

insetti commestibili prodotti da Andrea Mascaretti

Altri Paesi europei si limitano a tollerare la commercializzazione di insetti (Francia), mentre in altri,  come l’Italia, il consumo e la vendita sono vietati. Nel nostro Paese val la pena segnalare che la ASL è intervenuta con alcuni sequestri in occasione di Expo 2015 in  padiglioni, che offrivano assaggi di insetti commestibili, senza apposita autorizzazione, ai visitatori., L’unica degustazione autorizzata è stata organizzata da Andrea Mascaretti, per conto di Società Umanitaria e Coop Italia, al Future Food District

Rimanendo in ambito nazionale, il Ministero della Salute pubblica e aggiorna periodicamente sul proprio sito un elenco delle tipologie di novel food la cui immissione in commercio in Italia, richiede – a fini di di monitoraggio – la procedura di notifica da parte delle imprese titolari di prodotti autorizzati come novel food. Non viene però fatto specifico riferimento agli insetti commestibili che – come detto – sono un fenomeno del tutto nuovo in occidente, in particolare in Italia, non da ultimo a causa delle consolidate tradizioni alimentari del nostro Paese. Tuttavia, è indubbio che stanno emergendo nuove situazioni di consumo che dovranno essere affrontate anche da noi.

A livello internazionale, il tema è particolarmente sentito. La FAO ha pubblicato nel 2013 un documento dal titolo “Edible insects: future prospects for food and feed security”, tradotto anche in lingua italiana. Paesi come il Canada, gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda si sono già occupati dell’argomento, seppur con proprie differenziazioni.

La materia, a livello UE era disciplinata dal Regolamento n. 258/1997 sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari che stabiliva che sono da considerarsi novel food gli ingredienti alimentari o i prodotti non utilizzati in maniera significativa nell’Unione a partire dal 15 maggio 1997, data di entrata in vigore del regolamento comunitario.

Nel 2015, un nuovo Regolamento (n. 2015/2283) ha innovato la disciplina sui novel food e abrogato la normativa del 1997. Sin dall’ottavo considerando del nuovo regolamento viene specificato che l’ambito di applicazione delle norme in esso contenute riguarda anche gli insetti interi e le loro parti.

La nuova disciplina introduce una semplificazione procedurale per l’autorizzazione all’immissione in commercio dei novel food, ora di competenza della sola Commissione (coadiuvata dall’Autorità per la sicurezza alimentare), mantenendo inalterato il requisito secondo il quale  i nuovi alimenti non devono nuocere alla salute dei consumatori, né essere idonei a indurlo in errore.

Se, invece, un richiedente intende immettere in commercio nell’Unione un alimento tradizionale di un Paese terzo sarà sufficiente una notifica alla Commissione, corredata da apposita documentazione.

E’ inoltre istituito un elenco europeo dei nuovi alimenti autorizzati, periodicamente aggiornato, la cui prima compilazione è prevista entro il 1° gennaio 2018, data a partire dalla quale il regolamento sarà applicabile nell’Unione europea.

Giova ricordare che i regolamenti comunitari sono obbligatori in tutti i loro elementi e direttamente applicabili in ciascuno Stato membro, con la conseguenza che non è necessario un atto di recepimento nazionale per l’applicazione delle norme in esso contenute…anche in Italia!

di Stefania Gorgoglione – Avvocato in Milano

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