Mangiare gli insetti?

By on 13 maggio 2015
[GQ Italia, 13 Maggio 2015] Dalla Francia alla Danimarca è boom di grilli, vermi e cavallette.

Dalle cavallette ai vermi della farina: in Africa e in Sud America gli insetti fanno già parte della dieta. E si mangiano anche in un famoso ristorante di Copenaghen… Ecco un menu in 4 portate che potrebbe sorprenderti

A Natale del 2013 nei supermercati francesi si sono visti i primi cioccolatini ricoperti di… insetti. Uno scherzo? Niente affatto: sugli scaffali c’erano anche altri snack, dolci e rustici, a base di cavallette, vermi e grilli. A lasciare perplessi i consumatori, più che il contenuto della confezione, era il prezzo: 20 euro per una (piccola) scatola di cioccolatini ricoperti di grilli croccanti e 12 per un sacchetto di vermi della farinadisidratati da aperitivo, sono un po’ troppi. E chissà che avranno da dire a riguardo i clienti del prestigioso Noma di Copengahen, considerato il ristorante numero uno al mondo: lo chef René Redzepi da alcuni anni sforna manicaretti con ali e antenne con cui è deciso a sostituire definitivamente la carne e il pesce nel menù. A prezzi stellati.

Gli insetti commestibili si sono visti anche all’Expo (visti, per ora non mangiati) e la stessa Fao finanzia serissimi programmi di ricerca che ne prevedono il ricorso nella dieta nel prossimo futuro: garantirebbero un adeguato apporto alimentare (proteine a go-go) e minore impatto ambientale.

Ma volendo provare, cosa ti troveresti nel piatto? Ecco un menù entomofago in 4 portate, approvato dalla scienza per il suo valore nutritivo.

1. Vermi di Mopane
I bruchi della falena dell’imperatore (Imbrasia Belina) sono comuni in tutta la parte meridionale dell’Africa, dove la raccolta impegna donne e bambini, e dà origine a un’industria milionaria. Tradizionalmente vengono bolliti in acqua salata, poi seccati al sole (o fritti). Considerando che il contenuto di ferro della carne bovina è di 6 mg per 100 grammi di peso a secco, i bruchi mopane vantano 31 mg di ferro per 100 grammi. Sono anche una buona fonte di potassio, sodio, calcio, fosforo, magnesio, zinco, manganese e rame, secondo la FAO.

2. Chapulines (cavallette messicane)
Le cavallette della specie Sphenarium sono ampiamente consumate in tutto il sud del Messico. Servite arrosto e aromatizzate con aglio, succo di lime e sale, o con guacamole o polvere di peperoncino secco, pare siano roba da palati fini. E nutrienti: con più del 70 per cento di proteine. Soprattutto secondo i ricercatori la raccolta di cavallette Sphenarium è un’alternativa interessante all’irrorazione di pesticidi nei campi di erba medica e di altre colture. Così si prendono due piccioni con una… cavalletta: si eliminano i rischi ambientali connessi all’uso di pesticidi e si dà alla gente del posto una fonte supplementare di nutrimento e reddito (derivante dalla vendita degli insetti).

3. Termiti
Nei tuoi vecchi mobili di legno si nasconde un piccolo tesoro: se vivessi in Sud America o in Africa, forse approfitteresti del ricco valore nutrizionale di questi insetti da frittura, che pare siano buoni anche cotti al vapore. La scienza dell’alimentazione ci dice che le termiti sono generalmente costituite da un 38 per cento di proteine, e che una specie venezuelana, la Syntermes aculeosus, ne ha addirittura il 64 per cento. Altro che bistecca! E sono anche ricche di ferro, calcio, acidi grassi essenziali e aminoacidi come triptofano (un toccasana per l’umore).

4. Larve del verme della farina
Le larve del coleottero verme della farina (Tenebrio Molitor) sono uno dei pochi insetti consumati nel mondo occidentale. Le allevano nei Paesi Bassi per il consumo umano (e animale), perché prosperano a un clima temperato. Il loro valore nutritivo è difficile da battere: sono riccche di rame, sodio, potassio, ferro, zinco e selenio. C’è chi le paragona alle carni bovine, in termini di contenuto proteico. Cercavi un’alternativa al solito barbecue? L’hai trovata.

 

Fonte e Gallery GQ Italia