Il trend degli insetti

By on 7 maggio 2015

06 maggio 2015. [TGCOM24 | Movida Blog]. Andrea Mascaretti promotore del progetto della Società Umanitaria sulla sostenibilità alimentare per il futuro del Pianeta, ha realizzato una esposizione di insetti commestibili prodotti industrialmente e importati da paesi ne che fanno largo consumo per l’alimentazione umana, come la Thailandia.

“Dopo un lungo iter burocratico per l’importazione dei prodotti a base di insetti commestibili, grazie all’impegno della Asl e del Ministero della Salute, è stato possibile allestire per l’inaugurazione del 1° maggio la presentazione all’interno del Future Food District realizzato da Coop Italia per conto della società Expo 2015” ha dichiarato Mascaretti […].

E’ stato lo stesso Andrea Mascaretti a trasportare le confezioni di insetti commestibili, provenienti dalla Thailandia e consegnati presso i suoi uffici di Milano, insieme a Maria Helena Polidoro, Direttore della Società Umanitaria. Ad attenderli al FFD (Future Food District) oltre ai responsabili di Coop Italia, c’erano i dirigenti della ASL che hanno seguito passo a passo l’importazione destinata ad Expo. Le confezioni erano imballate e piombate, i sigilli sono stati rimossi dai dirigenti ASL, poi le confezioni sono state poste nella teca trasparente ma chiusa a chiave dove potranno essere ammirati dai visitatori.

“Gli insetti commestibili costituiscono una fonte alimentare ricca di proteine e di nutrienti e il loro utilizzo come cibo rappresenta un vantaggio dal punto di vista ambientale ed economico rispetto all’utilizzo di altre proteine animali” ricorda Andrea Mascaretti “il 16 ottobre dello scorso anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione abbiamo organizzato un convegno sugli insetti commestibili insieme al Comitato Scientifico Le Università per Expo e in collaborazione tecnica con la FAO. Alla realizzazione hanno collaborato i più grandi esperti a livello nazionale ed europeo come i Professori Roberto Valvassori e Gianluca Tettamanti dell’Università dell’Insubria, il Prof Ettore Capri della Cattolica, i Professori Mario Colombo, Paolo Simonetti e Salvatore Ciappellano dell’Università degli Studi di Milano, la Professoressa Silvia Capellozza del CRA di Padova, la professoressa Antonia Ricci dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e la Professoressa Laura Gasco dell’Università di Torino oltre a Paul Vantomme della FAO”.

Andrea Mascaretti spiega le motivazioni del progetto della Società Umanitaria rivolto alla diffusione di stili alimentari sostenibili per conservare le risorse del Pianeta anche per le generazioni future (da un testo di Andrea Mascaretti): sebbene le caratteristiche nutrizionali degli insetti dipendano dalla specie (sono note oltre 1900 specie considerate commestibili), dallo stadio dello sviluppo e da come sono stati preparati, possiamo dire con certezza che rappresentano un’ottima fonte di proteine, fibre, acidi grassi e oligoelementi. Tuttavia, nonostante pietanze succulente a base d’insetti compaiano in alcuni testi scritti da importanti filosofi greci e storici romani quali Aristotele e di Plinio il vecchio, in Europa, gli insetti commestibili non hanno mai rappresentato una vera e propria fonte di nutrimento, probabilmente perché sono sempre stati di piccole dimensioni e presenti in quantità contenute, mentre erano invece disponibili diversi mammiferi di grosse dimensioni per produrre carne e latte. Al contrario, in differenti zone del Pianeta, dove altre fonti di cibo scarseggiavano, l’abbondanza d’insetti di grandi dimensioni, ha consentito lo sviluppo di una cultura entomofaga. Si stima infatti che siano quasi due miliardi, su un totale di sette che attualmente popolano la Terra, le persone che hanno abitualmente nella loro dieta insetti commestibili. Inoltre, considerando che oggi oltre ottocento milioni di persone soffrono la fame e che il problema è destinato ad aumentare se pensiamo che nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi di esseri umani, occorre programmare un aumento della produzione alimentare secondo modelli sostenibili che consumino poco suolo, acqua potabile, energia ed emettano quantità minime di gas serra. Gli insetti commestibili rappresentano sicuramente una delle soluzioni possibili. Sia come mangime per animali che come cibo destinato all’alimentazione umana. Occorre dunque invertire la tendenza innescata dai colonizzatori europei che, considerando l’entomofagia un’usanza primitiva e immonda, l’hanno disincentivata e talvolta cancellata dalle culture alimentari locali. La denutrizione infantile in alcune popolazioni potrebbe essere combattuta avviando progetti di cooperazione basati sull’introduzione di micro-allevamenti di insetti commestibili. Avviare questi nuovi modelli di cooperazione per lo sviluppo sostenibile, difendere la “cibo-diversità” delle diverse culture alimentari potrebbero rappresentare, come dice il premio nobel Amartya Sen, un possibile acceso ad una quantità di cibo sufficiente.

Leggi l’articolo completo qui