CIBO DEL FUTURO: INSETTI COMMESTIBILI IN ITALIA DAL 2018? Questo novel food sarà autorizzato dall’Unione Europea a partire dal 1° gennaio 2018

By on 6 dicembre 2016

Forse definirlo cibo del futuro non è corretto poiché gli insetti commestibili fanno già parte della dieta di quasi 2 miliardi di persone e appartengono alla tradizione alimentare di molti popoli. Anche in Europa, alcune specie di insetti erano considerati delle vere e proprie leccornie dagli antichi greci e dagli antichi romani. Tuttavia, gli insetti commestibili potrebbero rappresentare in un prossimo futuro una fonte sostenibile per la produzione su scala industriale.
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Nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi di unità contro gli attuali sette miliardi e occorrerà produrre molto più cibo di quanto se ne produca ora, senza causare il collasso del Pianeta. Inoltre, bisognerà far fronte alla denutrizione che attualmente colpisce quasi un miliardo di persone e all’aumento della richiesta di proteine di origine animale, proveniente dai Paesi in via di Sviluppo.
La FAO stima che siano circa 1900 le specie di insetti commestibili attualmente disponibili per l’alimentazione umana. Perché utilizzare gli insetti commestibili? Perché hanno un elevato contenuto di proteine (fino al 70% in alcuni casi), di fibre e amminoacidi. Si riproducono facilmente velocemente. Possono essere allevati anche con substrati (mangimi) non utilizzabili per altri animali destinati all’alimentazione umana. A parità di peso di proteine prodotte, rispetto ad altre specie animali destinate all’alimentazione umana (bovini, suini, ovini e polli) gli insetti commestibili consumano meno acqua potabile, meno mangime, meno spazio e producono meno gas serra.
Attualmente in Europa è in vigore il Regolamento (CE) 258 del 1997 che considera gli insetti commestibili come novel food (sostanze alimentari per le quali non è dimostrabile un consumo significativo all’interno dell’Unione Europea).
Questo regolamento è stato interpretato differentemente dagli Stati membri:
in Olanda e Belgio sono stati autorizzati l’allevamento, la trasformazione alimentare e la vendita di insetti commestibili per l’alimentazione umana. In Belgio ad esempio il Governo federale ha autorizzato l’utilizzo di 10 specie (grilli, cavallette, camole della farina, ecc.) e in alcune catene di supermercati è possibile acquistare prodotti alimentari contenenti farine ricavate da insetti commestibili;
in Italia invece, è vietato allevare, trasformare, vendere o somministrare insetti commestibili poiché non sono definite le regole per la loro produzione e commercializzazione.
Nel 2015, grazie alla legge speciale per Expo, Andrea Mascaretti, coordinatore del progetto Edible Insects ha organizzato la prima e unica degustazione di insetti commestibili autorizzata in Italia. Mascaretti ha inoltre realizzato, per conto della Società Umanitaria e di Coop Italia, la mostra di insetti e aracnidi commestibili esposta nel Future Food District che, nel semestre dell’esposizione universale di Milano, è stata visitata da oltre 800.000 persone provenienti da tutto il Mondo.
Lo stesso network Edible Insects insieme alla Società Umanitaria e in collaborazione tecnica con FAO ha realizzato the White Paper of Edible Insects (la proposta italiana dell’utilizzo degli insetti commestibili come cibo per l’alimentazione umana e come mangime per animali) che è stato presentato nel giugno 2015 al Padiglione dell’Unione Europea.
Entro il 2018 il gruppo di lavoro guidato da Andrea Mascaretti intende avviare un allevamento pilota di insetti commestibili in Italia per ricavare le informazioni richieste dall’EFSA nel profilo di rischio sugli insetti per uso alimentare, presentato nell’ottobre del 2015

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